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"A Fabrì, quest'anno la Maratona de Roma ha er tempo limite a 10 ore. Perchè nun c'è provi?". Così è iniziata la mia avventura nel mondo della corsa. Era il dicembre 2003 e di lì a poco avrei compiuto 40 anni e, come tutti i maschietti di fronte a questa età, ero pieno di acciacchi (sopratutto mentali). Chi mi parlava così, enfatizzando un poco nella calata romana, era il mio amico Gianni, che noi della VDS conosciamo con il nome di "Il Capitano".
Con questo obbiettivo in mente, mi allenai per 3 mesi ed esordii, come prima gara della mia vita, nella Maratona di Roma del 2004. La conclusi con il tempo di 5 ore e 58 minuti. Per due giorni non potei camminare per il dolori ai muscoli delle gambe, ma ero raggiante per la medaglia che tenevo al collo che rappresentava la mia prima sfida vinta. Ancora mi vengono in mente le lacrime di gioia che ho versato nell'attraversamento del traguardo e ai pensieri rivolti a chi mi ha aiutato in quei lunghi ed interminabili chilometri.
Dopo un paio di anni ed altre 3 maratone, tutte abbondantemente concluse sopra le 5 ore e 30 minuti, mi si ripresentò Gianni e con fare romanesco mi disse:
"A Fabrì, visto che ormai sei un corridore di esperienza(?), perchè nun vieni a fà la 8 ore de Capraia? E' facile, facile!". Ed eccomi all'esordio nel mondo dell'ultramaratona con una corsa "facile,facile". Le 8 ore non finivamo mai, il percorso era molto impegnativo con tratti di salita con scalini che spezzavano il fiato e le gambe. Altri due giorni di deambulazione stile zombi. Ma... mi è piaciuta così tanto che decisi di continuare a partecipare a questa gara nonostante la durezza.
"A Fabrì..." , "..e adesso basta a Già!".
Ancor prima che Gianni parlasse, mi sono iscritto alla mia prima 100 chilometri. Era il 2007 e la corsa la 100km degli Etruschi che si svolge a Tarquinia.
Per paura che questa volta l'avessi fatta grossa, non ho detto niente a chi mi vuole bene. Solo agli amici più fidati ho confidato la pazzia. Grazie a loro, ai loro pensieri positivi sono riuscito a concludere la mia prima 100 in 13 ore e 18 minuti.
Un tempone.
Il problema venne dopo perchè ... "a me me piace!". Ancora oggi, che sono passati mesi da quel giorno, quando vedo l'indicazione per l'autostrada per Civitavecchia, strada che mi ha portato a Tarquinia, penso a quel giorno in cui ho esordito e concluso la mia prima 100, alle emozioni vissute con gli altri amici che erano con me e hanno corso con me, agli incitamenti ed alle telefonate di chi non ha potuto o di chi ha avuto timore di questo tipo di ultramaratona.
Ma correre è sopratutto emozione, sentimenti che ti rimangono dentro e che è difficile da esprimere ma ancor più difficile da dimenticare.
Ed è per questo che corro, per emozionarmi ancora.
"A Fab..."
Sono iscritto alla mia prima 24 ore!!!!!

Roma, 5 Dicembre 2008


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