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8 Ore di Capraia
di Gianni (Il Capitano) Migneco

- Ciao Emilio, sono Gianni. Mi ha chiamato Francesco per dirmi che si é convinto e viene anche lui a Capraia per le otto ore.
- Bene, cosí portiamo tre punteggi per la classifica del campionato IUTA.
- Giá, cosí forse riusciamo a collocare la societá al sesto\quinto posto in classifica generale.
- Ok, ti saluto ci vediamo sabato primo ottobre alle 05.10, poi passiamo a prendere Francesco alle 05.15. Fabio viene direttamente a Capraia con Mimmo e le figlie.
- Va bene ciao.
Questa telefonata, fatta mercoledí 28 settembre, ufficializzava la nostra partecipazione alla 6° edizione della otto ore di Capraia penultima prova del campionato italiano d’ultramaratona, ovvero il Grand Prix Iuta e Oxyburn.
Sabato alle 05.15, puntuali, eravamo tutti e tre in macchina diretti verso la ridente localitá toscana vicino Firenze scambiandoci le rispettive preoccupazioni per il percorso che ci avevano spiegato essere molto impegnativo.
Una volta arrivati, dopo aver ritirato pettorali e pacchi gara, mentre io mi fermavo a scambiare quattro chiacchiere con altri ultramaratoneti conosciuti in giro nelle varie gare, Emilio e Francesco decidevano di fare un giro del percorso cittadino di 2075 metri che da li a poco avremmo ripetuto per otto ore.
Conclusa la ricognizione li vedo arrivare con un’aria abbastanza preoccupata per la corsa che ci aspetta. In effetti non hanno tutti i torti perché il percorso presenta salite con pendenze fino al 24%, ben 123 scalini di varie dimensioni e discese degne di gare sciistiche.
Il tutto articolato piú o meno nel seguente modo: 200 m. piani di rettilineo lungo il corso cittadino, curva a sinistra e 150 m. di salita durissima, curva a destra e curva a sinistra e 123 scalini (alti, bassi,lunghi, corti, insomma di tutti i tipi) allineati sulle pendenze più aspre, ancora un tratto di salita quindi curva a sinistra e leggera discesa di 100 m. dove si trova lo spugnaggio e un ristoro di liquidi (acqua e sali), curva a destra 350 m. e tratto di sterrato in leggera salita (posto di controllo), curva a sinistra 300 m. di piano, curva a sinistra 250 m. in leggera salita, curva a destra per trovare un muro di 40 m., leggera curva a destra e discesa vertiginosa con una serie di curve e controcurve all’interno del paese che portano, con un ultima curva ad U,al rettilineo dove è posto l’arrivo.
Dopo aver preso un caffé, ci cambiamo e alle 10.00 inizia la gara che dovremo correre fino alle 18.00.
Da subito le difficoltá si fanno sentire e cerchiamo di rubare con gli occhi il modo di correre dei campioni, specie sugli scalini ed in discesa, per limitare al massimo i danni.
Ci separiamo quasi subito e da quel momento in poi ognuno fará la sua corsa, ma poiché ci troviamo in un circuito ci vediamo spesso. Durante questi incroci con Francesco ed Emilio, verificata la durezza del percorso, cerco di convincerli a correre fino alla distanza della maratona e poi fermarsi. Soprattutto Emilio sta soffrendo per il riacutizzarsi di una serie di dolori causati dalla discesa, veramente assassina per i quadricipiti, le ginocchia ed in particola modo per chi ha fastidi di pubalgia.
Il tempo passa, il caldo aumenta, con esso la fatica ed i dolori, ma con tenacia nessuno di noi quattro molla e continua ad andare avanti.
Inizio a notare che alcuni si sino fermati, altri provano ad andare avanti camminando per tutto il percorso o quasi; ad un certo punto mi affianca Osvaldo Beltramino (nazionale della 24 ore, 5° all’europeo, 6° al mondiale, 246 km e 405 m di personale) che mi dice:
“Finisco questo giro con te e mi fermo, oggi non ci sono con la testa e non mi va di soffrire, si é giá fermato Sergio (Orsi, campione italiano della 24 h, nazionale, 4° all’europeo, 5° al mondiale con 249 km e 876 m di personale), siamo stanchi dopo la stagione impegnativa che abbiamo avuto. Abbiamo sbagliato a venire!”.
Rimango stupito ed inizio a pensare che stiamo andando bene; con il passare del tempo Emilio sente meno dolori (forse perché, come diceva lui, si trovava ormai in uno stato catatonico), ed anche Fabio lentamente recuperava da una crisi.
Comunque, senza soffermarmi oltre, arriva la fine e ci ritroviamo tutti alla tenda per cambiarci, rifocillarci e quindi ripartire per tornare a casa.
Contenti e soddisfatti diamo un’occhiata alle classifiche e con stupore scopriamo che ci siamo piazzati cosí:
Migneco Giovanni 7° con km.73,800;
Accarino Francesco 8° con km.73,580;
Marchetti Fabio 11° con km.70,050;
Bocchini Emilio 14° con km.68,320.
Ci premiano a tutti e quattro, a me ed Emilio anche per la posizione come over 50 (3° e 4° rispettivamente); veniamo inoltre chiamati per ritirare la coppa per il 4° posto come societá per numero d’iscritti.
Contenti ci abbracciamo guardando i vari premi quando lo speaker della manifestazione annuncia:
Ora premiamo la squadra prima classificata in assoluto, in base alla somma dei km percorsi dai primi quattro atleti giunti al traguardo, e loro erano solo in quattro ma come dicono da quelle parti ‘gajardi’.
Signori, la prima squadra alla 6° edizione della otto ore di Capraia con un totale di km. 285,750 é la A.S.D. Villa de Sanctis di Roma”.
Beh, posso solo dirvi che increduli siamo stati travolti da un’ondata di commozione e di sensazioni che non so descrivervi, ci siamo senti molto, molto orgogliosi.
Il ritorno a Roma è stato gioioso ed i dolori e la fatica, almeno in quei momenti, dimenticati.
Questa, in maniera sintetica, é la sintesi di una giornata bellissima che noi ricorderemo a lungo!!!!

P.S.
Mentre scrivevo mi ha telefonato Marco Cannizzaro, organizzatore della gara, per rinnovare i complimenti alla squadra e per dirmi che con tutta probabilitá abbiamo stabilito il nuovo record della manifestazione.
Quanto prima mi fará avere l’eventuale ufficializzazione del record.


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