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24 Ore del Delfino - Un sogno lungo 24 ore
di Gianni (Il Capitano) Migneco

La sveglia é suonata, sono le 6 e 15. Non é che abbia dormito molto, quello che mi aspetta tra poco meno di quattro ore sará una gara durissima lunga 24 ore e avrebbe meritato maggior riposo; in ogni caso non posso farci piú niente, quindi mi alzo e faccio colazione dopodiché mi avvio verso il luogo di gara.
É un circuito di un km su strada con un paio di passaggi che si annunciano duri poiché sterrati ed in leggera salita.
Ritrovo gli altri ultramaratoneti con alcuni dei quali é nata un’amicizia; tra questi Giorgio Garello che con sua moglie sta finendo di allestire il suo punto di ristoro personalizzato.
Iniziamo a scambiarci le impressioni del momento e concordiamo sul fatto che, comunque andrá, saremo stati presenti alla prima edizione dei Campionati Italiani Assoluti FIDAL di 24 Ore su strada. Indubbiamente un evento storico per il movimento di ultramaratona che dopo diversi anni é riconosciuto e fatto proprio da "mamma" federazione. E, infatti, tranne due o tre big della nazionale ci sono proprio tutti i piú forti esponenti di questa disciplina pronti a darsi battaglia, nonostante acciacchi e fatiche varie, per vincere il primo titolo italiano.
Sono le 9 e 15, é ora di andarsi a cambiare perché tra poco dovremo fare la punzonatura. Telefono a mia moglie un pó per dirle come vanno le cose, ma soprattutto per sentire la sua voce e trarne un’ulteriore stimolo. Raccomandazioni di rito ed un tranquillizzante: "qualunque cosa farai andrá bene, ricordati che corri per divertirti!".
Mancano 15 minuti ed il fotografo ufficiale inizia la sua attivitá, ognuno di noi riceve uno scatto ed io ne approfitto per farmi fotografare con Giorgio e Sergio Orsi ovvero il "Baldini" della 24 ore.
Alle 10 in punto Fabio Rossi direttore di Podisti.net, e per l’occasione speaker della manifestazione dá il via…inizia l’avventura.
Le prime due ore filano via abbastanza tranquille, corse quasi sempre in compagnia di Garello e Mazzeo (pioniere della specialitá e capitano della nazionale) al ritmo di 11km l’ora; a questo punto il terzetto si rompe e iniziamo ad impostare la nostra gara in base agli obiettivi personali, quello mio consiste nel cercare di concluderla, non farmi troppo male e magari migliorare anche di un solo km il personale dello scorso anno (km. 182,362).
Alla quarta ora la prima sorpresa della gara: Orsi che era partito con un ritmo elevato, quasi ad esorcizzare il ricordo del mondiale di Taiwan andato male, non trova la forza di controbattere il dolore ai tibiali che lo assale e si ferma!
Io, dopo essere passato alla maratona in 3h54’, mi trovo in 12° posizione con un km di vantaggio sui due nazionali Petruzzelli e Mazzeo, forse sono partito forte, meglio controllarsi.
Passo ai 50 km in 4h45’, e alla fine della quinta ora sono raggiunto da Petruzzelli e Mazzeo ma raggiungo a mia volta Fabio Busetti in leggera crisi.
60 Km in 5h51’ le gambe ancora vanno e decido di continuare a correre; la sesta ora passa e sono ancora in 12° posizione ma i due big mi hanno dato un km.
Settima ora: la situazione non cambia se non nei distacchi, ma soprattutto i primi stanno andando ad un’andatura altissima e considerando la giornata calda stanno correndo dei rischi.
Con Giorgio elaboriamo la strategia della formica, cioé impostare un ritmo che non ci sfianchi, arrivare alla diciottesima ora e vedere la situazione perché tra le fatiche dei mondiali sostenuti due mesi fa, il caldo e il ritmo sostenuto dai primi é probabile che ci sia qualche altra sorpresa.
Infatti, all’ottava ora si ferma Gastone Barichello, vera colonna della nazionale, vittima del riacutizzarsi dei dolori ad un tendine di Achille.
Le ore passano e con loro le energie, si avvicina il momento in cui deve entrare in scena un altro carburante; la voglia, la determinazione, la grinta. Vero, ma se non riesci ad alimentarti in modo corretto e impostare la tua giusta tattica di corsa anche quel tipo di carburante non basta.
Intanto alla decima ora i Km. sono 93 mentre il distacco aumenta a 5 km. Pirotta ha preso saldamente il comando della gara ed alcuni, secondo me, si sono tirati il collo nel tentativo di stargli vicino.
Passaggio ai 100 Km.: 11H04’, sento di aver fatto una buona ora ed infatti avvicino sensibilmente Cattaneo, un podista veramente forte dei Runners di Bergamo (organizzatori della manifestazione), e riduco il distacco dal duo Petruzzelli – Mazzeo (anche loro MM50) rispettivamente a 4 e 3 km.
Metá gara, la situazione resta invariata tranne che nelle posizione di vertice dove il veneto Cesconetto ed il toscano Papi sembrano stiano accusando i ritmi fin qui tenuti.
Tredicesima ora: Mazzeo ha rallentato vistosamente e io mi sono avvicinato ad un km., Petruzzelli resiste mentre Papi e Cesconetto cedono ancora un pó e sono raggiunti da Garello. La fatica inizia ad affiorare proprio nel momento in cui la temperatura inizia a scendere abbastanza velocemente (sono le 23), ed anche questo potrebbe incidere sul corso della gara. Devo stringere i denti e vedere che succede nelle prossime ore, quelle notturne dove si decide la gara.
Quattordicesima ora: Mazzeo si ferma! Ed io raggiungo Petruzzelli e mi avvicino addirittura a Papi e Cesconetto che continuano a calare.
Quindicesima ora: i chilometri fatti sono poco più di 129 ma la notizia é che anche Petruzzelli si é fermato ed io ora sono in ottava posizione, primo degli MM50 con il secondo a tre km.
Sedicesima ora: Luca Zava, a lungo nelle prime posizione, in preda a stanchezza ed al freddo cede di schianto e lo raggiungo dopo 136 km. Intanto Pablo Barnes, argentino tesserato per una societá ligure , é secondo mentre il mio amico Giorgio é terzo. Io sono ottavo, ma considerando che Barnes é straniero e che davanti ho Nunzia Patrono (capitano della nazionale femminile) sono sesto!
Non puó essere vero!
Non devo pensarci, devo andare avanti; un passo, un passo ancora, un altro giro, un altro chilometro; sono a due terzi della gara e i dolori iniziano a farsi sentire sempre di piú. Come diceva Rocky per vincere il dolore? Non fa male, non fa male…é vero, ffunziona! In effetti il naso non mi fa male, peccato che tutto il resto é un tripudio di acciacchi!
Diciassettesima ora: Zava si é definitivamente fermato, sono settimo e sto avvicinando Luca Sala enfànt prodige dei Runners di Bergamo. Intanto il vantaggio sul secondo MM50, Micheletti Luciano altro Runners di Bergamo, é salito a 4 km.
Diciottesima ora: ora magica, raggiungo e stacco Cesconetto che stanchissimo si ferma, raggiungo anche Sala che nonostante sia affaticatissimo orgogliosamente procede al passo. Faccio qualche giro Con Giorgio e ci infondiamo reciprocamente forza e fiducia per le prossime sei ore convinti, che se non cediamo di schianto, non solo realizzeremo i nostri obiettivi ma faremo qualcosa di ottimo.
Diciannovesima ora: stacco Sala e raggiungo la Patruno, decido d’insistere, di percorrere al passo tratti sempre piú brevi, in questo momento si definisce la classifica. Pirotta nel frattempo sembra riuscire a controllare una forte crisi di nausea, e si evidenzia come unico superstite della nazionale, strameritatamente al comando.
Ventesima ora: sono sempre appaiato a Nunzia, ma i chilometri di vantaggio su Sala ora sono due e su Micheletti otto!
Ventunesima ora: ho staccato Nunzia di due chilometri mentre il vantaggio su i due dei Runners di Bergamo si aggira tra i sette e gli otto chilometri; sono quarto assoluto, terzo nel campionato italiano e i distacchi tra primo, secondo, terzo e quarto sono rispettivamente di 12,9,5 chilometri. La gara sembra decisa anche se tre ore, specie se le ultime, sono lunghe e soprattutto dure.
Ventiduesima ora: le posizioni si consolidano e ormai l’approssimarsi della fine é vicino. Io a questo punto non devo calare di ritmo e cercare di superare il muro dei 190 km. Non é semplice ma é il momento di provarci aprendo i rubinetti dell’adrenalina. Per farlo mi concentro sugli affetti piú cari: mia moglie e i miei figli che non mi ostacolano nella mia passione e negli allenamenti che devo sostenere; mio fratello Angelo unico "responsabile" del fatto che io mi sono dedicato alle ultra (é lui che mi ha portato prima ad una 50 km di Romagna, poi al mio primo Passatore, per non parlare della Pistoia-Abetone); i miei amici e i miei compagni di squadra con i ricordi di tanti momenti vissuti insieme; il ricordo dei miei genitori che mi hanno trasmesso l’amore per lo sport, oltre a tantissime altre cose, e quello di mio suocero che era il mio primo tifoso. Quanto mi mancano!
Ventitreesima ora: mi mancano poco più di 5 km per i 190, ce la devo fare. Aumento la velocitá, manca solo un’ora! Intanto Giorgio é partito per una volata nel tentativo di superare i 200 km.
Ventiquattresima ora: é finita! Sono quarto della gara con 193,380 km percorsi. Ma cosa piú importante salgo sul podio del primo campionato italiano assoluto Fidal di 24 ore su strada con il terzo posto e medaglia di bronzo; inoltre mi laureo Campione Italiano della specialitá nella categoria MM50.
É incredibile, non riesco a crederci e gli occhi si riempiono di lacrime che non riesco a trattenere.
Terzo ad un campionato italiano assoluti; il mio nome e quello della mia societá la A.S.D.Villa de Sanctis sono cosí finiti negli albo d’oro della federazione!!
Dopo l’ufficializzazione delle classifiche, le premiazioni ed i saluti, mi ritrovo da solo in auto mentre mi accingo a partire, apro gli occhi e mi rendo conto che questo "sogno lungo 24 ore" é una realtá che durerá tutta la vita!


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