Riprendendo il filo dei racconti delle ultramaratone,
dopo 3 mesi dall’ultima avventura, sono ancora qui sul nastro di partenza di questa gara
"estrema".
La "8 ore di
Capraia" ci vede in 22 partenti della
Villa de Sanctis a questa sfida impegnativa con il
circuito del piccolo paese alle porte di Firenze.
Il percorso é cosí descritto:
"./_^^^^\_."
, dove "." &eacutre; l’inizio del circuito,
"/" indica la salita impegnativa con circa
130 scalini di diverse altezza e grandezza,
"_" leggero tratto pianeggiante”,
"^^^^" percorso in sali-scendi in parte su una strada
sterrata,
"\" discesa da effettuare in stile
"slalom gigante",
"_" tratto pianeggiante,
"." fine del circuito.
Un vero elettrocardiogramma lungo
2075 metri da percorrere piú e piú volte per un totale di
8 ore di corsa.
Mi sveglio alle 3,40, per arrivare all’appuntamento
con gli altri partecipanti alla corsa e partire alla volta di Firenze.
In macchina siamo : io, Orlando,
Angelo e Pietro.
Passiamo il viaggio un pó parlando un pó dormendo.
Siccome l’anno scorso ho partecipato alla stessa manifestazione, le domande girano
sempre sullo stesso argomento: ma quanto é dura la "8 ore di Capraia"?
Verso le 8,15 arriviamo alla vista del paese e,
dal ponte sul fiume Arno, si vede una parte del percorso.
É la stradina che si inerpica lungo il fianco della collina dove é
arroccata Capraia.
É la parte del percorso piú dura.
Subito in macchina sorgono invocazioni di tornare indietro a Roma, perché
spaventati dalla vista.
Ma non é finita.
Dopo aver ritirato il pettorale ed il pacco gara, io Orlando e Pietro effettuiamo
il sopraluogo di tutto il circuito. Si ripresentano subito i mugugni.
"Ma quanto É dura la salita!!",
"ma quanto é dura la strada sterrata!!",
"ma quanto é dura la discesa!!" e cosí via.
Neanche il tratto pianeggiante ha una caratteristica
positiva.
Comunque alle 10 in punto ci presentiamo sul nastro
di partenza.
La strategia é di non strafare, intanto c’é tempo.
I primi giri servono a capire come dividere le varie parti del percorso, quindi
dove camminare, dove correre, dove frenare l’andatura.
Cerchiamo subito di creare un gruppo di partecipanti della
Villa de Sanctis, per poter portare a termine tutti
l’impresa.
Certo siamo pieni di energie e tendiamo a correre le prime ore piú velocemente
del previsto, consapevoli che prima o poi il circuito avrebbe chiesto dazio.
Invito quindi Emilio a fare da "papá" a noi
"novelli" della 8 ore di Capraia.
Ma lui é in forma, inoltre notiamo che il nostro capitano Gianni
é in difficoltá, quindi Emilio decide di approfittare del suo stato di grazia e ci lascia per poter
fare piú giri possibile.
Io imposto la mia gara cercando compagnia.
Qualche giro lo corro insieme a Patrizia, che questa
volta é stata lasciata sola da Angelo.
Alti giri li effettuo con Orlando, che ho trovato in
difficoltá a causa della durezza del percorso.
Altri con Pietro.
La bellezza delle gare a circuito é che non
sei mai solo.
I componenti della squadra hanno sempre una parola di incoraggiamento
sia quando li superi (evento che mi é capitato pochissime volte) sia quando
sei superato (questo mi é successo piú e piú volte).
Ma non solo, riesco a incoraggiare ed essere incoraggiato da tutti gli altri
partecipanti la gara (mi riferisco in particolare a
Gregorio Zucchinali dei
Runners Bergamo).
Cosí passano le ore cercando di raggiungere il mio obbiettivo di finire la
corsa senza grandi dolori.
Il tempo passa lentamente, la mia andatura mi permette di guardarmi intorno.
Il paesaggio toscano ricco di torri, castelli in lontananza e cipressi aiuta a
distrarsi ed a non sentire la stanchezza.
Alla fine giunge l’ultima ora.
Tutti cerchiamo di spingere e usare le ultime energie per guadagnare qualche metro
per la classifica finale.
Ore 18,00, é finita.
All’annuncio del termine della corsa, tutti ci sdraiamo per terra esausti e contenti
che sia finita.
Tutti abbiamo dato il nostro massimo per portare a casa piú chilometri possibile
per la classifica del campionato IUTA a squadre.
Il mio risultato é stato 27 giri grandi e
2 giri piccoli per un totale di 56 Km e 600 metri.
Ben 4 Km in piú dell’anno scorso.
Sono felicissimo.
Anche i miei compagni di viaggio hanno raggiunto chilometri importanti e sono a loro
volta felicissimi.
Le premiazioni avvengono con un certo ritardo, diversi atleti della societá
hanno vinto premi e la Villa de Sanctis é risultata seconda nella speciale
classifica a squadre per i chilometri percorsi dai suoi
migliori 4 atleti.
Finalmente il viaggio di ritorno.
Guidare dopo questa corsa dura é difficile ma in macchina siamo ancora tutti
carichi e parliamo del piú e del meno consapevoli dell’impresa effettuata.
Alla fine, verso l’una di notte arrivo esausto a casa, il mio cane mi fa le feste,
mangiamo insieme qualcosa e poi a dormire contento con ancora vivo il sapore della corsa.
P.S.: il significato del sottotitolo é:
V-Day come vicinanza tra le persone;
v-Day come vittoria sia personale sia di squadra;
V-Day come vaffanc…lo Gianni che mi hai portato qui.
Ciao