Oggi 29 Settembre, mi son svegliato e….. no, non è l’inizio della famosa
canzone ma l’inizio di quello che pensavo fosse un incubo.
Infatti, dopo la mia prima ultra (la
50 Km di Romagna), terminata con grande
soddisfazione, avevo pensato che la seconda potesse essere la
Otto Ore di Capraia,
tanto mancavano ancora cinque mesi ed avevo molto tempo
per prepararla.
Invece sia per problemi fisici che di tempo non sono riuscito nel mio
intento.
Pensate che nel mese di Settembre mi sono allenato solamente
quattro volte compresa la gara di Orte e la Staffetta 12x1h.
Comunque, un pó perché avevo dato una mezza parola, un pó per quel
senso di sfida che abbiamo dentro, un bel giorno ho incontrato Gianni e
gli ho detto: iscrivimi.
Ormai era fatta.
E cosí, ritornando alla canzone, mi son svegliato e….. e sono le 4 di
mattina, ho appuntamento alle 5 a
Villa De Sanctis con gli altri
maratonauti (no, non é un errore di stampa, io li chiamo cosí perché
secondo me tra di loro ci sono degli extraterrestri) ci organizziamo con le
macchine e partiamo per Capraia Fiorentina.
Ormai é fatta.
Vado in macchina con Fabrizio
Giubilo, Orlando Colacicchi e
Angelo Fiorini e tra una chiacchiera e l’altra
Fabrizio ci da una descrizione della gara (roba da maratonauti appunto).
Arriviamo a Capraia verso le 8,30 e decidiamo subito di visionare il
percorso.
Quando me ne avevano parlato sia Gianni che Fabrizio mi sembrava una
cosa impossibile, ma appena l’ho visto di persona ho cambiato idea…era
una cosa impossibile.
Anello di m. 2.075 con salite,
gradini (durante la gara ne ho contati 146
ma non ero molto attendibile), un tratto di sterrato e, per finire, quella
che alla fine si é rivelata la parte peggiore del percorso, una discesa
ripidissima che metteva a dura prova tutte le giunture del corpo.
Ma ormai era fatta.
Cosí ci siamo preparati e pazzi ed incoscienti ci siamo ritrovati sul nastro
di partenza, uno sparo e via…..
Ormai era fatta, ma dopo pochi minuti, in un attimo di luciditá, mi
sono reso conto che non era fatta per niente ma che era tutta da fare!!!!
In quel momento ricordo quello che c’era scritto sulla maglietta degli
ultra:
"Caput imperare
non pedes”
e decido di correre piú con la testa che con le gambe.
Parto piano a circa 7,30 – 8,00 al Km e mi rendo conto
che mi sorpassano quasi tutti, ma chi se ne importa, la gara è lunga.
Passano senza danni le prime 3 h. e decido di fermarmi
per mangiare qualcosa:
pnne al ragú, un bicchiere di vino
(con l’acqua) un dolcetto e via…..
riparto ma mi sento un pó appesantito cosí cammino per circa 15 minuti
e camminando mi pongo come obiettivo finale 55 Km.
Sarebbe un buon risultato.
Poi ricomincio a correre ed arriva la 4a ora,
metá gara ed ho già fatto più di 14 giri (circa 29 Km).
Continuo con passo regolare facendo di tanto in tanto qualche pausa
prolungata ai ristori.
6 ore e ancora non sono distrutto.
Faccio due conti e mi accorgo di stare
in anticipo rispetto al mio obiettivo.
Decido cosí di puntare ai 28 giri
(58 Km!!!), mi fermo ai ristori solo per bere un pó d’acqua e via….
7 ore, ormai sono in piena trance agonistica,
mi viene in mente la pubblicitá della Duracell dove c’é l’orsetto che supera tutti gli altri ormai
stremati, sensazione giá provata altre volte ma stavolta la pila giusta l’avevo io.
Finisco il 28° giro e mancano ancora 12 minuti.
veniamo tutti incanalati in un circuito di 300 metri
per facilitare il conteggio finale, lo percorro 5 volte e poi ulteriori 170 metri.
8 ORE, lo sparo finale.
Mi fermo e mi butto per terra, nemmeno a farlo apposta
nello stesso punto in cui si sono fermati Fabrizio ed Orlando (siamo
partiti insieme da Villa De Sanctis), pochi metri dietro c’è Gianni anche
lui stremato.
Risultato finale Km 59,770.
Eccezionale per me!!!!!!!
Aspettiamo cosí il passaggio dei giudici di gara poi ci rialziamo, incrocio
lo sguardo con Gianni, un abbraccio piú che fraterno, qualche
lacrimuccia e via…. verso la fine di un sogno, ma sí perché
forse é stato solo un sogno, peró per favore…
non svegliatemi!!!
Vorrei concludere con tante frasi ma una mi preme in modo
particolare……
Grazie Gianni.
Un arrivederci a Sanremo