Seconda tappa del campionato IUTA
articolata su due prove opzionali tra loro, entrambe
organizzate dagli amici-rivali dei
Runners di Bergamo.
Infatti, approfittando del fattore
"campo", si presentano in parecchi nelle due gare.
Noi siamo in otto equamente divisi:
Adalberto Sabatella,
Alberto Panettieri,
Stefano Nanu e
Ugo Zuccari nella sei ore;
Emilio Bocchini,
Angelo Fiorini,
Claudio Vitale ed io nella 24 ore.
Venerdí sera ci siamo riuniti a Ciserano,
luogo di gara e assieme a Garello, la moglie e
al campione piemontese Osvaldo Beltramino abbiamo
cenato presso una trattoria del paese.
Pasto a base di carboidrati, pasta e pizza, e rapido ritorno a
Dalmine dove avevamo preso l’albergo, nel tentativo di riposare il piú possibile.
Ma come spesso accade la tensione per una gara cosí dura ed importante si
é fatta sentire.
Io prendevo sonno tardi e con difficoltá, mentre tra gli altri che avevano
una notte agitata si distingueva Angelo che alle quattro del mattino si svegliava
definitivamente!
Colazione, soliti preparativi prima di una gara e alle 07:45 partivamo per Ciserano
accompagnati da Ugo, mentre gli altri che dovevano fare la sei ore, con partenza alle 14:00,
preferivano muoversi piú tardi.
Giunti a Ciserano entravamo nella magica atmosfera che accompagna le gare di
lunghissima durata come una 24 ore,
per di piú valevole come secondo
Campionato Italiano
Assoluto Fidal di specialitá.
Incontriamo tanti amici conosciuti in giro per l’Italia, con questi
scambiamo saluti, impressioni, pronostici, speranze e, perché no, paure nel tentativo di
esorcizzarle e di placare la tensione.
Inutilmente, con il passare dei minuti questa cresce.
Durante le fasi di preparazione abbiamo una sorpresa, il leader del campionato IUTA
dopo la prima prova é Francesco Simone ma
poiché non é presente la maglia arancione,
simbolo della testa della classifica, passa al secondo
che é Ugo Zuccari.
Ovvie foto di rito, congratulazioni al
compagno di squadra e via a concludere le operazioni di vestizione.
Prepariamo un tavolo che
fungerá da nostro angolo durante la gara e ci avviamo alla partenza per la punzonatura.
Come in una scena di film girata al rallentatore per evidenziare particolari importanti,
passano davanti a me i miei amici:
Emilio compagno di mille avventure, tante battaglie, il volto tirato, il riso nervoso,
si stará chiedendo perché mai si é fatto convincere da Angelo a fare questa gara,
e poi se ce la fará a correre almeno i 150 km necessari per entrare in classifica,
Angelo che dopo il primo anno di ultra é ormai un veterano deciso a migliorarsi,
anche lui il volto teso, ma uno sguardo deciso, convinto, pronto a tutto, lo preoccupano solamente i
crampi e la nausea,
Claudio all’esordio con la nostra squadra e con la nostra societá, ha scelto
la gara piú dura per presentarsi, decidendo solo tre settimane prima di partecipare;
io lo conosco da tanto tempo e so di che pasta é fatto, so le gare a cui ha partecipato e i chilometri
percorsi, un mare anche per lui; adesso é qui con noi a condividere un sogno.
I dolori di stomaco dovuti all’influenza che mi sta perseguitando da parecchi giorni
sono sopraffatti dall’emozioni della gara, le famose "farfalline" nella pancia che mi accompagnano
ogni volta che sento l’evento.
Cinque minuti alla partenza, mi avvicino ai compagni di squadra,
con ognuno di loro un abbraccio e una frase d’incoraggiamento, la stessa ripetuta con intensitá e fermezza.
Quale?
Scusate ma é una cosa nostra e sará uno dei ricordi di questa gara.
Ci guardiamo negli occhi e
ognuno ha la consapevolezza che tutti cercheranno di arrivare almeno ai 150 chilometri,
qualunque cosa possa accadere durante la gara.
Alle dieci in punto il via.
Sono presenti tantissimi campioni, in pratica mancano solo i
convocati per il campionato europeo, più
Barichello, Bartolini e
Orsi che fará un test nella sei
ore.
Faccio un pó di conti e mi rendo conto che entrare nei primi quindici
sará difficile.
Calcolo fatto sulla carta ovviamente, poi bisognerá vedere come si
svilupperá la gara.
Fin dall’inizio ho bisogno di stare solo per concentrarmi sugli acciacchi per evitare
che prendano il sopravvento e pieghino la mia volontá di andare avanti.
Emilio, Angelo e Claudio
invece corrono il primo sesto sempre insieme.
Alle 14:00 prende il via la sei ore dove oltre ai
nostri compagni di squadra ci sono altri due amici di Roma:
Giovanbattista Malacari che si sta
trasformando sempre piú in un’ ultramaratoneta e il fortissimo
Claudio Leoncini che ormai non
é piú solo un mio amico ma un amico di
Villa de Sanctis.
Le sei ore di questa gara ci aiutano a
distrarci un pó e noi siamo abbastanza coinvolti perché Ugo sta facendo una gara da sogno,
prima rimonta fino al terzo posto e poi resiste al tentativo di sorpasso di
Daniele Giusti un
grande atleta toscano di valore nazionale.
Alle 20:00, alla nostra decima ora, si conclude la sei ore con questi stupendi risultati;
primo Leoncini con km. 81,792,
tterzo Ugo con km.75,367.
Roma conquista l’oro ed il bronzo!!
E poi Stefano km.63,372,
Alberto km.62,335 e
Adalberto km.61,241, questi ultimi due al loro
personale sulla distanza.
Questi risultati ci danno una nuova carica, specie a me che ho rigettato verso
la nona ora e che sto sentendo nuovamente la febbre che mi aveva lasciato solo tre gironi fa.
Ormai é sera, si avvicina la notte e con lei il momento della veritá
per tutti.
Claudio nonostante si cambi per tempo soffre molto per una crisi di freddo
che lo penalizzerá per piú di un’ora, poi pian
pianino ritrovato il calore, riprende ad andare regolare senza piú una sbavatura.
Dalla quindicesima ora iniziano, come al solito, le sorprese e tanti iniziano ad
accusare oltre modo la fatica, il freddo, la nausea ed iniziano i ritiri e i crolli piú o meno improvvisi.
E cosí, dopo che si erano giá fermati campioni del calibro di
Beltramino, Lavarda,
Petruzzelli e Garello, concludevano anzi tempo anche
Papi, Cesconetto, Zava,
mentre altri calavano vistosamente il loro ritmo.
Noi quattro adottiamo tattiche e tecniche che ci permettono di andare avanti
abbastanza regolarmente.
Ed avanziamo, avanziamo, fino a raggiungere i 150 km
e continuiamo alternando tratti corsa ad altri di passo.
Dopo avere avuto un altro attacco di stomaco fortunatamente scopro che il succo di
limone mi aiuta a contrastare gli spasmi e i conati di vomito, e le ultime dieci ore mi vedono
mangiare solo limone e bere acqua gassata e coca cola, non é il massimo ma il non provare
piú quei fastidi allo stomaco mi rigenera.
Rimane un pó di febbre ma non ci penso ed inizio a
rimontare e recuperare posizioni.
Ugo e Claudio Leoncini finita la loro gara decidono di rimanere per seguire la
24 ore, riposeranno una sola ora, e c’incitano, ci stanno vicini.
Dire quanto sia stato importante per noi
mi é difficile, bisogna stare lí e vivere quei momenti per capirlo, Ugo, Claudio grazie dal piú
profondo del cuore!
A tre ore dalla conclusione, dopo avere accompagnato Stefano all’aeroporto (nel
pomeriggio deve lavorare; quanti sacrifici si fanno!) arrivano Adalberto e Alberto che si
uniscono ad Ugo e Claudio negli incitamenti.
Siamo in rimonta netta, tutti e quattro.
Le ultime tre ore sono vissute in una sorta di
trance agonistica, con Ugo che si sgola segnalandoci la
posizione di ognuno di noi indicandoci un’ipotetica proiezione finale.
La rabbia per aver dovuto affrontare la gara con l’influenza mi spinge a dare
il massimo nel tentativo di superare nuovamente i 190 chilometri.
Lo stesso stanno facendo Angelo ed
Emilio che cercano di superare i 180 km e Claudio che ha intrapreso un duello
con Borella che cerca di superarlo; inutilmente, non solo Claudio rintuzza
l’attacco ma deprime l’avversario aumentando il vantaggio.
Finalmente alle 11:00
(durante la notte è subentrata l’ora legale) lo sparo che sancisce
la conclusione della gara.
Percorro al contrario i metri che mi separano dall’arrivo, mi vengono
incontro Adalberto e Alberto con i quali mi abbraccio e vengo a sapere che le ultime tre ore di
gara mio fratello è stato costantemente in contatto telefonico per sapere come andava; poi é la
volta di Leoncini ed Ugo un abbraccio ed un enorme grazie.
Alla fine l’abbraccio più bello quello
con Claudio, Angelo ed Emilio, un abbraccio dai mille significati accompagnato da lacrime di
gioia.
I quattro romani presenti a questo campionato italiano si piazzavano tutti
nelle prime 10 posizioni:
6° Giovanni Migneco km.193,244
7° Angelo Fiorini km.185,535
9° Emilio Bocchini km.184,535
10° Claudio Vitale km.181,647
La cosa veniva sottolineata durante le premiazioni quando lo speaker ufficiale della
manifestazione, Fabio Rossi direttore di
ppodisti.net, diceva:
"... e dopo il primo ed il terzo posto nella
sei ore di ieri, anche le premiazioni della 24 ore,
qui a Ciserano in terra orobica, assumono sempre piú i colori di Roma…";
mi rimarrá sempre nella mente lo sguardo pieno di fierezza di ognuno di noi e la commozione trattenuta
veramente a stento del nostro inarrivabile presidente Adalberto che con la scusa di fare foto nascondeva le
lacrime che gli salivano dal cuore.
Oltre alle posizioni assolute guadagnavamo anche:
l’argento nella categoria MM50 con me
il bronzo nella categoria MM50 con Angelo
l’argento nella categoria MM45 con Claudio.
Forse é stata la spedizione piú significativa tra tutte quelle fatte
fino ad ora.
Sicuramente la ricorderemo per sempre.
Un ultrachilometrico abbraccio a tutti voi
Giovanni Migneco