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100 km degli Etruschi - Mai p

Dopo le sensazioni positive che ho avuto alla fine della "50 km di Sanremo", di mia spontanea volontá sciolgo le riserve alla partecipazione alla "100 km degli Etruschi". Questa gara non é nel calendario IUTA e quindi non viene conteggiata per l’assegnazione del titolo italiano a squadre dell’utramaratona, titolo che l’Atletica Villa de Sanctis ha giá vinto. É un sorta di festa della specialitá, dove partecipano tutti i piú forti atleti della disciplina ed … anch’io "Tapascione Rosso". La mia partecipazione é legata a doppio filo anche con la presenza di Angelo e Patrizia (sin da Sanremo abbiamo deciso che la "100 km degli Etruschi" l’avremmo corsa "o tutti o nessuno").
Noi della "Villa de Sanctis" siamo in 14 alla partenza, pronti a dar battaglia, soprattutto contro se stessi. Ognuno é concentrato sui suoi sogni di vittoria, consapevoli che non sará facile. Il percorso é descritto per lo piú pianeggiante - ondulato,quindi l’unica difficolt´ sembra essere il suo kilometraggio. La partenza avviene dalla cittadina di Tuscanica ed effettuiamo un piccolo giro dentro la mura medioevali. Il posto é incantevole. Come aiutanti dell’organizzazione, diversi dei nostri atleti, che non partecipano alla competizione, ed i familiari tutti sono presenti sia nell’indicare il percorso dentro Tuscanica, sia nei due primi ristori, al T° ed al 10° km. Questo mi aiuta ha sopportare la tensione dell’avventura che stó per compiere (grazie a tutti, soprattutto alla crostata di Tullia). Dopo i primi 10 km il percorso diventa piú impegnativo. Patrizia, Angelo ed io stiamo percorrendo le strade della Tuscia che tagliano i terreni dell’universitá agraria di Viterbo. Salite e discese lunghe si susseguono senza sosta. Poi ci inoltriamo in una parte del percorso dentro un bosco, e qui la strada diventa sempre piú impegnativa con salite e discese piú ripide. Comunque sin dalle prime asperitá Angelo ci consiglia di alternare la corsa con il cammino perché il percorso é ancora lungo e conviene conservare le energie per il dopo. Come al solito Patrizia ed io eseguiamo senza commenti i suoi "ordini".
Questa parte ricca di difficoltá finisce intorno al 28° km, poi altri 8 km pianeggianti, dove ci vengono incontro Pietro e Daniela per incoraggiarci, ed al 36° km si entra a circa metá del circuito. Sono giá 4 ore che corriamo – camminiamo, e la stanchezza non si fa sentire, soprattutto grazie alla strategia impostata sin da subito.
Immessi nel circuito, incominciamo ad incontrare ed essere superati dagli atleti piú forti. Ricordo con affetto i saluti e gli incitamenti di tutti corridori che non hanno mai fatto mancare una parola di incoraggiamento e mi emoziono ancora al ricordo di Claudio Sala e Giorgio Garello che ,senza conoscermi, mi sussurrano "Forza, é finita !!!" (mancano ancora circa 60 km!!!).
Ormai nel circuito, da ripetere 4 volte, il percorso é descritto "pianeggiante" ma scopro la presenza di un cavalcavia ferroviario. Sará il mio "Golgota". Lo odieró tutte le volte che lo percorreró (ben 5 e le ricordo tutte!). Non finisce mai, e dopo il primo passaggio, decido di camminarlo tutto in posizione da "sherpa" (braccia piegate, pollici agganciati alle spalline della maglietta, busto in avanti). Ho pensato piú di una volta al ritiro mentre lo percorrevo. (Mha!! Strano il cervello). Subito dopo é presente il ristoro principale e qui altra gioia. Tutti i "Villa de Sanctis" sono presenti e ci incitano dal primo momento in cui entriamo nella postazione sino alla fine. L’emozione é tanta ed aiuta ha sopportare la stanchezza. Lí veniamo superati da due missili che poi si rileveranno essere Giorgio Calcaterra e Marco DInnocenti.
Ma i nostri?
É possibile che stiamo andando cosí "forte" che non siamo ancora stati doppiati?
Vana illusione perché dopo poco tempo veniamo raggiunti prima dalla coppia Antonio Olita (concorrente) – Salvatore Musone (aiutante) poi da Francesco Accarino, di seguito dalla coppia Gianni Migneco (concorrente) – Anna Maria Pedace (aiutante).
Il tempo passa e la stanchezza incomincia a farsi sentire sempre di piú. Siamo ancora insieme, Patrizia, Angelo ed io. Ognuno di noi nel percorso ad anello incontra il suo "calvario". Io odio il cavalcavia, Angelo la strada che ci porta dal 2° ristoro al 3° (quasi tutta in costante salita e l’unico pezzo aperto al traffico, anche se regolato), Patrizia la parte di circuito che congiunge il 1° ristoro al 2° (il percorso sembrava "non finire mai!!").
Siamo al 2° giro ed ormai é buio. Mentre percorriamo il nostro 65° km arriva una luce e… il grande Ugo Zuccari ci supera con leggerezza, ci incita e poi viene inghiottito dal buio. Si vede solo la luce che gli illumina il cammino. Sta compiendo i suoi ultimi 8 km in un alone di "santità".
Chissá quando finiremo noi. Angelo continua ad impartire il ritmo ed a esaltarci per l’impresa che stiamo compiendo. É da un pó di tempo che dice a Patrizia ed a me "mi state dando una grande soddisfazione!!",e poi "siete grandi!!" ed ancora "stiamo spaccando il c.lo a questa 100 km!!!".
Poi una telefonata. É Orlando Colacicchi che ci chiama per sapere a che punto siamo. Sentiamo il suo dispiacere di non essere con noi, ma sentiamo anche che ci "spinge" per portare a termine la 100 km. Ci chiamerá quasi ogni ora per starci vicino ed incitarci ancor di piú.
Grazie.
Inizia l’ultimo giro. Da pochi minuti ci ha superato il "presidente" Adalberto Sabatella (ci aveva preso per dispersi, ma noi non molliamo MAI!).
Da un pó di tempo che sono in crisi, Patrizia ed Angelo sembrano piú freschi ed Io incomincio a sbandare. Angelo capisce la mia difficoltá e mi sprona a fare il ritmo. Nelle parti in cui corriamo mi metto in testa al terzetto, nelle parti in cui camminiamo rimango dietro cercando di recuperare. Il mio pensiero é di non far perdere troppo tempo a tutti e tre a causa delle mie difficoltá. Angelo, da grande psicologo, mi responsabilizza nella gestione del ritmo e cosí riesco a superare la crisi.
Poco prima dello scoccare delle 12 ore vediamo il cartello del 90° km e tutti e tre decidiamo di fare la pipí la intorno in segno di sfida.
É finita.
Ad ogni ristoro ringraziamo il personale addetto, ad ogni incrocio salutiamo le forze di polizia che ci hanno protetto dal traffico, al cavalcavia lancio il mio grido silenzioso di "giubilo" per averlo superato per la quinta ed ultima volta.
Giunti in prossimitá dell’inizio del circuito, ci dirottano verso la strada di Tarquinia. Una salita durissima dopo 98 km. Mancano 2 km.... 1 km … 500 m … 300 m… vediamo l’arco che indica l’arrivo. Riprendiamo a correre ed in quel momento sentiamo delle grida di incitamento. Sono i "Villa de Sanctis" che ci accolgono: ci vengono incontro tutti i componenti della squadra, Gianni, Emilio, Angelo, Alessandro, Adalberto. Mi costringono a correre questi ultimi metri e li "odio" perché non ne ho piú.
É FINITA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
13 ore 18 minuti 6 secondi
Sono felicissimo che Patrizia, Angelo ed io siamo riusciti nell’impresa, l’impresa di correre, per Patrizia e me, la prima 100 km in un tempo ottimo. Non riesco neanche a parlare. Ho dato tutto, non ho piú un grammo di energia, brividi di freddo e contentezza scuotono il mio corpo. Voglio solo riposare. Il tempo di riprendersi e domandiamo degli altri componenti della squadra che non ci hanno doppiato. Ci riferiscono che Alessandro Manzo ha effettuato la sua personale impresa finendo entro le 10 ore e 30, Claudio Vitale é felicissimo della sua prestazione, Emilio Bocchini, grazie al suo amico Angelo Fiorini, ha superato le sue difficoltá e sono arrivati insieme appena passate le 11 ore e 15, Massimo Di Florido é arrivato circa 20 minuti prima di noi (strano per un campione come lui, poi veniamo a sapere che ha avuto problemi con le scarpe). Poi gli altri mi domandano come sto e dichiaro
"Mai piú!".
Torno in albergo (grazie Pietro per avermi fatto da autista) e mentre mi preparo per dormire, ecco l’ultimo "cavaliere che ha compiuto l’impresa" Fabio Marchetti. Lui ha camminato tutti i 100 km ed é arrivato appenda dopo 1 ora da noi. Mitico.
Mentre Alessandro, Fabio ed io parliamo di corsa, mi addormento stanco e felice e penso… "dopotutto il prossimo anno il 31 maggio c’é il Passattor…..NO! NO! MAI PIU’!!!!".
P.s.: vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto, sperando di non dimenticare nessuno e scusate se non conosco tutti i nomi:
Tullia, <Mario G, Anna Maria, Pietro & Daniela, Angelo P e signora, il presidente, la first lady, Alessandro, Francesca & Francesco, Fabio,Emilio,Angelo F e signora, Massimo, Mario M e signora.
Un ringraziamento speciale ad Angelo, Patrizia e Stefano (che non ho mai nominato ma ricordo con affetto).
Un abbraccio affettuoso ad Orlando, che non ha fatto mai mancare il suo sostegno.
Un bacio a mia moglie Marzia, che non sapeva niente ed ha capito le mie paure.
La presenza dell’amico Marcello mi aiuta ad andare avanti.
E per finire, ma non ultimo,
GRAZIE GIANNI.
"I veri amici sono angeli silenziosi che ci aiutano a rimetterci in piedi quando le nostre ali non si ricordano come si fa a volare"


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