Di mattina presto mi ritrovo con altre
40 persone ad imbarcarmi in questa
ennesima avventura.
Siamo 22 corridori, con relative famiglie,
che tenteranno il tutto per tutto per conquistare il
"5° Grand
Prix IUTA –
2° trofeo EthicSport"
a squadre.
É l’ultima gara.
Dopo un anno di competizioni, giungiamo a questo
appuntamento con circa 150 km di vantaggio sui
Runners Bergamo, e siamo
intenzionati a consolidare il primato.
Il viaggio é organizzato con il pulman, proprio per
cementare ancora di piú
l’unitá di squadra.
É una piacevole sorpresa trovare tra i presenti
Alberto Panettieri, che é con noi dopo un
viaggio di 2300 km.
La trasferta procede
lenta ed in corrispondenza dell’entrata in Liguria, si trasforma in un vero stress
a causa dell’autostrada piena di gallerie e viadotti.
Un grande grazie all’autista
che ancor piú di noi si é sobbarcato la fatica del viaggio.
A Sanremo il cielo é limpido ma é
presente un forte vento che viene dal mare.
É il preannuncio di quello che sará il meteo durante la gara.
Il pomeriggio passa tranquillo nel visitare la cittá, abbastanza caotica
perché era sabato pomeriggio.
La cena é stata parca, tant’é che se non arrivavano i bis delle
varie portate avevamo pensato di andare a rifocillarsi da un’altra parte.
Poi a letto presto.
La mattina alle 6,45 siamo giá tutti in piedi
per la colazione e poi via verso il campo di gara.
É freddo ma non c’é vento.
Il luogo in cui si svolge la corsa é
un circuito di 5 km da ripetere 10 volte.
La strada non é del tutto pianeggiante,
come invece hanno raccontato gli atleti che hanno giá partecipato alla
competizione, ed in piú é presente un tratto di circa 400 metri di
sterrato a grossi sassi che alla lunga si fará sentire.
La partenza viene data con circa 45
minuti di ritardo e nello stesso momento in cui viene dato lo sparo, si alza un
vento freddo che ci perseguiterá tutta la gara.
Decido da subito di accodarmi
ad Angelo Migneco e
Patrizia Cani.
Il ritmo dei primi giri é elevato per le mie
possibilitá e sia io sia Patrizia chiediamo ad Angelo di rallentare altrimenti non
finiremo la gara.
Siamo quasi ultimi, dietro di noi anche
Pietro De Santis, che
ha impostato la sua corsa ad un ritmo leggermente piú lento del nostro.
Giá dopo i primi km veniamo doppiati dagli atleti piů forti ed
Ugo Zuccari é il primo
di quelli della Villa De Sanctis che ci infligge
1 giro di distacco (alla fine saranno 3 i giri di differenza tra noi e lui,
grande Ugo).
Il tempo passa e da metá
percorso adottiamo la tecnica "Angelo", quindi 50 passi a camminare e
50 passi a correre.
Cosí riusciamo a mantenere un discreto ritmo di gara.
Nonostante tutto siamo sempre tra gli ultimi e veniamo costantemente doppiati
da tutti i concorrenti.
Solo Pietro ci rimane dietro e lo invito piú volte a
congiungersi a noi.
Agli estremi del circuito sono presenti i giudici Fidal
che segnano i nostri passaggi e all’ultimo controllo, quando ormai siamo inebriati dalla fatica e
dall’aver concluso la corsa, salutiamo il giudice dicendogli che era l’ultima volta
che saremmo passati di lí.
Lui, di rimando, ci risponde dicendo ed indicandoci
"Qui Quo Qua"
per il fatto di aver corso tutta la gara insieme.
É finita.
Angelo offre a Patrizia ed a me l’ultimo regalo facendoci arrivare prima di lui.
Grazie.
5 ore 37 minuti e 40 secondi.
Il mio personale sulla 50 km.
Al traguardo ci raggiunge Gianni
Migneco che mi abbraccia.
Io mi sciolgo in un pianto liberatorio, contento dell’impresa effettuata per me e
per la squadra.
Mi dá anche la sua medaglia di "finisher", visto che l’organizzazione le aveva
terminate.
Mentre siamo lí a prenderci le felicitazione degli altri atleti, vediamo
Pietro che sta per concludere la sua fatica.
Anche lui é un grande, ha superato
le sue difficoltá fisiche degli ultimi km e giunge al traguardo circa 15 minuti
dopo di noi.
Poi le premiazioni con la vittoria di categoria di
Francesco Accarino
e Giovanbattista Malacari.
Ma la vittoria piú grande é la
conquista da parte della nostra squadra del
"5° Grand
Prix IUTA –
2° trofeo EthicSport" di ultramaratona.
I cori di "giubilo" si sprecano durante il viaggio di ritorno ed anche se stanchi,
cantiamo "we are the champions" dei Queen a squarcia gola.
Ultimo ricordo di questa 2 giorni di corsa ed amicizia é dedicato ad
Adalberto Sabatella e Pietro De Santis.
Adalberto, saputo che Pietro era rimasto senza
medaglia di "finisher", gli ha consegnato la sua ed ho visto spuntare le lacrime
sui suoi occhi come anche sui miei.
Grazie.
Ciao.