Sono passati giá cinque mesi dalla conclusione del
4° Grand Prix
Iuta che ci aveva visto al secondo
posto in Italia dopo ben nove
ultramaratone; il tempo é passato velocemente e ci ritroviamo a
competere per le strade d’Italia nel 5° Grand Prix Iuta
(2° trofeo Ethic Sport), vero e proprio
campionato italiano d’ultramaratone.
Questa volta non saremo considerati come una sorpresa,
tutti ci aspettano e sono curiosi di vedere se questi romani sapranno confermarsi oppure erano solo una meteora.
Bene il tempo tra i due campionati non é passato inutilmente,
in noi si é rafforzata la convinzione di provarci nuovamente e, anzi, faremo quanto ci sará possibile
per confezionare una grand’annata;
una cosa che ci ha fatto molto piacere e che amici fino a ieri impegnati in altre societá hanno deciso
d’iscriversi con noi per concorrere assieme, e assieme cercare di realizzare una nuova impresa.
La prima gara del circuito, come da tradizione negli ultimi anni, è il
giro del lago Trasimeno
giunto alla sesta edizione; quest’anno piú corto di due km per lavori di pavimentazione alla partenza e nel
paese di Tuoro.
La gara é stata in ogni caso dura a causa di un vento fortissimo presente per
tutta la durata della manifestazione e che ha controbilanciato, in termini di difficoltá, i due km in meno e
soprattutto le due salite in meno.
Ci siamo iscritti in tredici (l’anno scorso eravamo solo in tre, giá da questo
si puó intuire lo spirito della squadra) sperando di limitare il distacco dai
Runners Bergamo iscritti in ben diciassette
(con tre nazionali tra le fila).
Per questa trasferta la nostra squadra era composta da:
Francesco Simone,
Ugo Zuccari
(un nuovo e fortissimo compagno di
squadra, ma soprattutto un
uomo dai grandi valori),
Francesco Accarino,
Fabio Marchetti
(altro nuovo acquisto,
semplicemente uno che ha corso la
"TransAppen cup",
la Marathon des Sable, e la
Nove Colli),
Alessandro Manzo
(anche lui nuovo compagno di squadra,
innamoratosi delle ultra ascoltando i "brevi racconti"
di Emilio con il quale corre spesso),
Emilio, Alberto,
Angelo Fiorini,
Massimo, Adalberto,
Angelo Migneco,
Patrizia Cani, ed io.
A parte me che sono andato il giorno prima della gara per assolvere agli impegni
di promoter IUTA,
tutti gli altri sono arrivati la mattina della gara; quindi poco tempo per i saluti, e siamo partiti per la
gara sperando di dare ognuno il meglio di se stesso.
E cosí é stato, per tutti, indistintamente.
É inutile fare l’elenco dei tempi realizzati da ognuno di
noi, tra l’altro sarebbe pure noioso.
Sappiate soltanto questo:
Simone ha conquistato uno strabiliante 11°
posto assoluto confermando le sue innate doti di gran fondista,
sicuramente destinato a grandi cose.
Inoltre é risultato 1° di categoria
mentre Francesco Accarino e
Ugo sono risultati al 2° posto
della loro categoria vincendo tutti e tre il premio.
Ma é bello e giusto ricordare Emilio che si
é migliorato rispetto allo scorso anno, cosí come Angelo
Fiorini; ottima la prestazione di
Alessandro Manzo alla sua seconda esperienza
in un’ ultra (lo scorso anno corse la 50 km di Romagna)
che ha realizzato un tempo (5.16.51) che alla vigilia non
immaginava;
Massimo anche lui alla seconda esperienza dimostrava di essere un elemento
importante per la squadra, un osso duro, uno su cui contare;
Adalberto ci stupiva per il recupero fatto dall’infortunio che nell’ultimo mese
lo aveva tormentato.
Una citazione tutta per Alberto:
é migliorato tanto, nella condizione, nella convinzione, nella
determinazione diventando un altro punto importante per la squadra, e credo se ne sia reso conto
anche lui.
Angelo, il mio fratellone (anagraficamente é più piccolo, per il resto….
avete notato la struttura?) pur in buona forma decideva, fatti due conti, di accompagnare la moglie
Patrizia.
Questo perché avrebbe garantito due punteggi la cui somma sarebbe
stata sicuramente piú alta del suo solo punteggio per quanto alto avrebbe potuto essere.
Perché questo ragionamento?
Perch´ dal venerdí
prima della Roma Ostia Patrizia era stata colpita
da una violenta forma influenzale che le aveva lasciato in regalo tosse e spossatezza, oltre che toglierle fiducia.
La scelta si é rivelata vincente
perché Patrizia ha avuto una crisi intorno al 21° km e senza la presenza del "maritozzo"
non si sa se l’avrebbe finita.
Cosí, invece, stimolata ha tirato fuori la grinta che aveva giá
dimostrato lo scorso anno e si toglieva una grande soddisfazione.
La mia gara é stata buona, ho concluso sotto le 5 ore
(4.54.06) e sono soddisfatto.
Il giorno dopo ho fatto un pó di conti e, ad occhio e croce, dovremmo aver
limitato il distacco a 311 chilometri.
La prossima sará la tappa piú dura, vuoi perché ci saranno le
due gare in contemporanea (24 ore e 6 ore) vuoi
perché i Runners sfrutteranno il fattore casa (sono gli
organizzatori); infatti risponderanno con otto atleti alla 24 ore e
otto atleti alla 6 ore ai nostri otto
ripartiti equamente nelle due gare.
Sicuramente prenderanno un vantaggio abissale, noi cercheremo
di fare del nostro meglio per limitare i danni.
Ma vorrei dirvi una cosa: avete mai visto un campionato deciso alla
seconda gara?
Io no e quindi calma e gesso.
Bisogna essere fiduciosi, pazienti e perseverare.
Dobbiamo essere compatti e
presentarci sempre numerosi alle otto gare rimanenti dopo quelle del
24\25 marzo a Ciserano.
E soprattutto fare leva su quelle che fino ad oggi sono state le nostre migliori armi: la stima e
l’amicizia che ci legano, nuovi e vecchi.
In fondo é ció che ci rimarrá sempre dentro rendendoci piú
ricchi!
Se poi qualche altro compagno di societá si convincesse che le ultra non sono
cose né da matti né da fenomeni e ci aiutasse, sarebbe certamente meglio.
Un ultrachilometrico saluto a tutti.