Luco dei Marsi é lo scenario della corsa di ultramaratona
“6 ore nella città di Angizia”
cosí denominata in ricordo dell’antica cittá-santuario di Angitia, luogo dedicato alla dea
Angitia divinitá dei Marsi legata al culto dei serpenti.
Il paese é piccolino ed
accogliente e si affaccia sul vecchio lago del Fucino bonificato sul finire del 1800.
Alcuni atleti hanno potuto dormire un uno spazio messo a disposizione degli
organizzatori presso la palestra comunale, altri iniziano a popolare Luco sin dalle
prime ore della mattina.
Tra questi sono presenti i componenti della
nazionale italiana di ultramaratona sia della 24 ore sia della 100 km
che hanno partecipato al raduno di preparazione in previsione dei
campionati mondiali della 24 ore a Seul e della
100 km a Tarquinia.
Il percorso di 1337 metri si snoda lungo
le vie principali del paese (Via Roma, Piazza Umberto I e Corso Vittorio Emanuele),
quindi un lungo rettilineo con due curve secche
alle estremitá.
Per vivacizzarlo, é presente una deviazione che conduce in una strada
in salita.
Questa piccola “asperitá” durante lo svolgimento della gara diventerá un
piccolo “calvario”.
Sin dal pre-gara, si capisce che anche il clima sará un avversario ostico
da affrontare, il sole e l’umiditá sono giá molto elevate, ma i concorrenti sono più concentrati a
partecipare al pasta party.
Infatti con zero euro di spesa, tutti i partecipanti ed i loro
accompagnatori hanno potuto pranzare con un pasto completo comprendente:pasta al
sugo oppure con le verdure, petto di pollo con contorno di patate, acqua, vino e birra
a volontá.
Alle 14,20, con un piccolo ritardo causato dal ritardato arrivo dei giudici Fidal,
viene dato il “via”, ed il lungo serpentone dei podisti, circa 180,
si snoda lungo Luco dei Marsi.
Sin da subito si cerca di correre all’ombra delle case ed il caldo si fa sentire.
Grazie alla presenza di una fontanella a metá della salita e di ben 2 punti
di ristoro, i partecipanti alla competizione riescono a correre senza particolari disagi.
Infatti, dopo la seconda curva stretta é presente lo spugnaggio,
gestito dai bambini di Luco, e una persona con una pompa dell’acqua (durante le ore più calde tutti i concorrenti
apprezzeranno di essere innaffiati abbondantemente).
Mentre il ristoro principale é
presente poco prima della linea di partenza, ed é collocato sui due lati della strada: a
sinistra si distribuiscono coca cola, sali minerali, acqua e pezzi di frutta, a destra
sempre coca cola, acqua, pezzi di frutta, sali minerali, fette di pane con marmellata o
con miele, biscotti ed ogni altro genere di cose.
Questa scelta dei due lati della strada
é ottima ed impedisce l’accalcarsi dei corridori durante la fase di rifornimento.
Ma il continuo incitamento sia degli addetti dell’organizzazione sia degli abitanti del
luogo, aiutano i podisti durante le ore di gara.
Dopo circa 3 ore dalla partenza, incominciano i ritiri dei corridori della nazionale della
100 km.
Infatti questa corsa é stata interpretata da loro come lungo di avvicinamento
alla competizione mondiale.
Invece i nazionali della 24 ore continuano a correre
perché la considerano come un medio.
Gli ultimi minuti della 6 ore si svolgono alla luce dei lampioni, dove Luco dei Marsi
assume un’altra dimensione, in un ambiente ovattato in cui tutti i concorrenti
stringono i denti per aggiungere ancora pochi metri alla loro prestazione.
Alle 20,20 si ode il segnale di fine corsa.
Poggiato il testimone, i concorrenti si avviano
verso gli spogliatoi.
É presente un pulmino dell’organizzazione che trasposta gli atleti
alle docce distanti appena 450 metri.
Anche questo é apprezzato dai corridori stanchi
dopo 6 ore di corsa.
Alle 21,00 inizia il pasta party finale, anche questo organizzato sia per i podisti sia per
gli accompagnatori, al costo di zero euro.
Pasta al sugo, pasta in bianco, salcicce,
porchetta, patate fritte, dolci del luogo, acqua, vino, birra ed altro ancora é stato il
menú, e tutti hanno approfittato abbondantemente di tutto questo cibo.
Inoltre non si
é mai atteso per avere da mangiare, sempre tutto caldo e cucinato a puntino.
Ad essere pignoli, le uniche note stonate in tutto questa corsa organizzata
perfettamente sono le docce, pochine e fredde, e la premiazione che é stata troppo
lunga, infatti solo verso le 24.00 si puó considerare conclusa la
6 ore nella "città di Angizia".