Aspettavo questo momento da due anni.
Nel 2006 avevo partecipato al
"Passatore".
Era la mia prima esperienza di una "ultramaratona" e venivo da
solo 3 maratone corse nei 2 anni precedenti.
Tutti mi sconsigliavano di
partecipare, ma uno dei motivi per cui ho iniziato a correre era di fare la mitica
"Firenze – Faenza".
Quell’esperienza finí con un ritiro al 75° km.
Conobbi l’importanza della testa nelle gare di ultra.
Nel 2007 ero di nuovo iscritto, ma una tonsillite ad inizio maggio mi aveva
impedito di partecipare.
Quindi ero in debito con questa corsa, la dovevo
assolutamente fare.
Giá da inizio anno Pietro ed io sognavamo di essere alla partenza del
"Passatore" ed i nostri discorsi di corsa giravano sempre su quell’argomento.
Dopo la "50 km di Romagna" , in cui sia io sia Pietro realizzammo il nostro
personale con tempi di tutto rilievo per le nostre capacitá podistiche,
sciogliamo la riserva e ci iscriviamo.
Per aver maggior conforto e conoscenza
della durezza del percorso, chiediamo ad Angelo di raccontarcela nei minimi
particolari, visto che lui ha partecipato a 11 edizioni.
Lui e Patrizia non hanno
alcuna intenzione di partecipare.
La cena trascorre tra bicchieri di vino e
racconti sia di Angelo sia dell’altro grande ultramaratoneta Claudio.
Alla fine dei discorsi forse siamo piú intimoriti per il vino bevuto che per la
corsa.
31 Maggio 2008 – Piazza Santa Croce – Firenze
Siamo giunti a Firenze con il treno insieme agli altri corridori della societá
e siamo in piazza a ritirare il pettorale.
Ad inizio di Maggio dovevamo essere
solo Pietro ed io a correrla, mentre ora ci troviamo con altri 5 compagni di
squadra.
Manca solo il "capitano" Gianni, che rimane in contatto con noi via
telefono e ci incita giá prima della partenza.
Ci sistemiamo sul sagrato della
chiesa insieme agli altri partecipanti e ci incominciamo a preparare.
All’improvviso spuntano dei volti noti, sono Patrizia,
Angelo e Claudio che
hanno deciso improvvisamente di iscriversi alla corsa spronati forse dalle
chiacchere dei giorni precedenti.
Sia io sia Pietro ci sentiamo sollevati dalla
presenza delle nostre guide e siamo sicuri che sará una "passeggiata".
Dopo i baci e gli abbracci e la felicitá di vederli lí con noi, ci trasferiamo
verso Piazza della Signoria dove alle 15,00 avviene la partenza.
Il percorso si
snoda per i primi km nel centro storico di Firenze e, dopo il primo ristoro, si
dirige verso Fiesole.
Il clima aiuta ad una corsa spensierata, non é caldo e la
salita verso la cittadina toscana avviene tranquillamente con la solita tecnica
del "50 passi di corsa – 50 passi a camminare".
Siamo Patrizia, Angelo, Pietro
ed io ed il panorama di Firenze visto durante la salita é da mozzare il fiato.
I km scorrono lentamente, superiamo Fiesole e ci dirigiamo verso
Vetta le Croci
al 19 km.
É la prima asperitá del "Passatore" e non abbiamo problemi di
sorta.
Dopo lo scollinamento, corriamo giú verso
Borgo San Lorenzo (30 km).
La discesa ci invita a correre piú speditamente.
Patrizia accusa fatica, forse
anche causata da un dolore al nervo sciatico, mentre io, scherzando, le dico
che mi "cigolano” i piedi.
In realtá é l’inizio dei miei problemi con le scarpe.
A Borgo San Lorenzo giungiamo un buone condizioni.
Patrizia a superato il
dolore, Pietro si é attardato al cambio di indumenti, Angelo é il solito corridore
"serafico" ed io mi sento bene tranne per dei leggeri "dolorini" alle piante dei
piedi.
Subito dopo Borgo, inizia la parte piú difficile, la salita di 15 km della
Colla di Casaglia (km 47).
La tecnica di salita é la solita, ma io incomincio ad
avere dei "dolori" ai piedi, ma non mollo.
Incomincio a rimanere in fondo al
nostro quartetto e nonostante Pietro tenti di distrarmi dalla fatica e dal dolore,
non parlo piú.
Angelo, durante l’ascesa, si ferma alcune volte per mostrarci il
panorama del fiume che scorre affianco alla strada tra cascate e piccoli
laghetti.
Questo ci aiuta a non pensare.
Quando ormai il sole é calato
giungiamo alla Colla e, ritirati gli indumenti per affrontare la notte, corriamo
giú in discesa per arrivare al piú presto al paese di Casaglia
che si trova al 52 km.
La discesa per me é traumatica, ormai le
piante dei piedi sono piene di
vesciche, anzi ogni piede ha una vescica unica che prende tutta la pianta.
Sono quasi allo stremo delle forze mentali e fisiche ma resisto,
la devo finire questa corsa maledetta.
Invece i miei compagni di avventura sono "freschi" come
delle rose.
Pietro ogni tanto allunga e per qualche km ci precede, Patrizia ed
Angelo chiacchierano e si preparano alla seconda metá della corsa.
Dopo la sosta prolungata a Casaglia, riprende la discesa sino a
Marradi (km 65).
Poi il percorso inizia ad alternare brevi salite a brevi discese.
Da qui in poi Pietro
decide di allungare sino all’arrivo e si stacca dal gruppo, mentre io incomincio
sempre piú a rimanere in dietro ed al 73 km dico ad Angelo e Patrizia di andare
avanti.
Non ce la faccio piú a resistere ai miei dolori, non voglio rallentare la
loro azione di corsa, ma giuro che la finisco questa caz..o di 100 km.
Ora sono solo e cammino tutta la strada che mi manca.
Giungo al paese
di San Cassiano al km 75 dove 2 anni prima mi sono ritirato.
Lí dichiaro al
personale del ristoro che non mi vedranno sconfitto.
O almeno lo spero.
Continuo a camminare, la testa piena di pensieri di ritiro dalla corsa, dalle
corse, dallo sport e dal dolore che mi fa impazzire.
É l’alba e sono ancora in
giro.
Vedo in lontananza Brisighella.
Se la raggiungo é finita, mi dico.
La raggiungo e sono solo all’88° km.
Mancano 12 km che cammino tutto pendente
a sinistra.
Oramai i piedi sono un tutt’uno con i calzini e con le scarpe, se provo
a correre il dolore diventa lancinante, se provo a camminare sul lato destro
della strada é anche peggio.
Allora continuo cosí storto a sinistra.
Mi telefona Gianni, gli racconto la mia situazione e mi sprona a resistere perché
sto compiendo un’impresa.
Sento anche Orlando e quei pochi minuti al telefono
mi aiutano a fare un altro pó di strada.
Ultimo Kilometro.
Mi telefonano Patrizia ed Angelo.
Loro ed anche Pietro hanno concluso la
gara e mi incitano in questo lunghissimo ultimo kilometro.
1° Giugno 2008 - Piazza del Popolo - Faenza
L’arrivo non si vede dalla strada, ho paura di dover ancora camminare.
Questo ultimo km non finisce mai, ma.. girato l’angolo di un palazzo vedo il
palco a 200 metri da me.
È FINITA!!!!!!!
Sono felice e distrutto.
Mi viene consegnata una bellissima medaglia che
per me vale moltissimo.
Finalmente mi siedo e la guardo con le lacrime agli
occhi.
I piedi mi fanno un male insopportabile.
Mi dirigo verso il pulman che mi
porta allo spogliatoio.
Lí mi aspetta Pietro.
Angelo e Patrizia sono giá in viaggio
verso Roma, dispiaciuti di non esserci visti all’arrivo.
Non vi preoccupate ci
saranno altre gare da fare insieme.
Dopo essermi riposato e dopo essere
passato al Pronto Soccorso per farmi medicare i piedi, Pietro ed io andiamo in
stazione per rientrare a Roma.
Tra un sonnellino e l’altro, tra un attesa di treno
e l’altra ,ci beviamo diverse birre e mangiamo diversi panini felici di quello che
abbiamo vissuto.
E spero di averlo fatto vivere anche a voi lettori del mio racconto.
Ciao.