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Strasimeno - Spirito d'amicizia - Spirito di squadra
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Inizia il nuovo campionato di ultramaratona, ed i VDS sono presenti in gran numero alla Strasimeno. Tra i partecipanti alla gara di 58 km e quelli della 30 km e 21 km siamo in 21.
Pietro ed io, con le nostre rispettive mogli, siamo giunti a Castiglione del Lago il venerd&icaute; sera ed abbiamo approfittato del bel tempo per dedicarci con passione al "terzo tempo". Presi dai sensi di colpa, da una settimana che non correvamo e da altrettanto mangiavamo senza risparmiarci, decidiamo di effettuare una "sgambatina" il sabato mattina lungo il lungo lago. Dopo circa 8 km effettuati in 1 ora e 3 minuti, alla media di 7:30 km/min, di comune accordo ci ri-dedichiamo al "terzo tempo".
Cosí ci presentiamo alla linea di partenza con circa 5 kg in piú Pietro ed altrettanti io, con la scena pietosa di dover allargare la cinta del marsupio, ferma alla 100 km degli Etruschi.
Dopo aver effettuato piú di una volta la manovra di aggiustamento (sempre allargando di piú la cingia) giungiamo al giusto compromesso e ci incamminiamo verso la partenza. Lí incontriamo i componenti della squadra ed i campioni che oggi si contenderanno la vittoria. Pietro ed io decidiamo di correre insieme i primi 10 km e poi chi ha benzina, puó allungare. Io sono alla mia prima esperienza alla Strasimeno mentre Pietro ha giá corso lo scorso anno con un ottimo tempo.
I primi km passano veloci su in percorso pianeggiante, tutti i VDS ci superano da subito, ma noi impostiamo la corsa con calma. Dopo circa 10 km incontriamo la prima salita impegnativa. Io incomincio ad alternare corsa-cammino sin da subito, mentre Pietro corricchia. Intorno a noi ci son altri atleti impegnati nelle varie distanze e cerchiamo di incoraggiarli e di suggerire la strategia da tenere per poter terminare la competizione nel miglior modo possibile. Tra le persone che accompagniamo c'é Valentina che é alla seconda esperienza sulla mezzamaratona ed alla nostra presentazione come "campioni d'Italia di Ultramaratona" si incuriosisce di questo mondo particolare che é l'Ultra (tant'&ecaute; che il giorno seguente alla corsa ha letto i nostri "Racconti del Capitano" e si é cosí entusiasmata da sognare un giorno di correre una 100 km).
Al 15 km Pietro si ferma un attimo, mentre io allungo. Non avendo piú punti di riferimento, incomincio a correre piú velocemente, ma al 20 km Pietro mi raggiunge. É un sollievo per me perché la gara é ancora lunga ed io sono voluto partire senza orologio, quindi non riesco a regolarmi sul ritmo, mentre con Pietro tutto diventa pi&uacte; facile.
A questo punto decidiamo di continuare la gara insieme e "quel che sará, sará".
Giá: al 25 km incominciamo a raccogliere i primi "cadaveri" alcuni anche eccellenti. La giornata é splendida, la temperatura é alta, forse gli altri atleti, fuorviati dal fresco mattutino, hanno esagerato i primi km e sono giá in riserva. Non solo, Pietro ed io decidiamo di effettuare il "trenino" e ci diamo il cambio ogni km per tenere alto (per noi) il ritmo.
Ecco incontrare il primo dei VDS in crisi. É Renato Narcisi, gli diciamo di accodarsi a noi, ma piano piano ci allontaniamo.
Poi, dopo i 30 km, iniziamo a darci il cambio ogni 500 metri, ma la nostra strategia non cambia.
Il percorso é duro. Ormai &ecute dal 10 km che si susseguono sali scendi ed incominciamo ad accusare la fatica. Per farci coraggio, incominciamo a dirci le peggio parolacce.
Vaff..lo tu! No, vacci tu! No, vacci tu e tua sorella! e cosí via.
Certe volte le "dolci" parole che ci diciamo ci fanno ridere come bambini, ma non molliamo.
Incontriamo altri corridori e, tra una parolaccia e l'altra, li invitiamo ad accodarsi a noi. Ecco un'altro della VDS in lontananza, stringiamo i denti e riusciamo a raggiungerlo. É Angelo Penna ed é in crisi, ci accompagna sino alla maratona. Lí entro in crisi io, ma sempre tra una parolaccia e l'altra, la supero. Angelo riparte insieme ad una atleta, Lorena.
Tutti e quattro riprendiamo a correre, con sempre Pietro ed io a tenere il ritmo, a incoraggiarci a parolacce, a porci l'obbiettivo del prossimo km per non pensare quanto é dura la corsa.
Al 46 km superiamo l'ultima salita e vediamo in lontananza Castiglione del Lago, meta della gara. Dopo circa 36 km di saliscendi finalmente una parte in pianura, ma incontriamo il vento. Siamo ormai diventati 7 corridori con sempre Pietro ed io a fare da andatura ed a dire parolaccie a piú non posso per spronare questo piccolo plotoncino.
Mentre noi ci alterniamo ogni 200/300 metri in testa al trenino, il traguardo piano piano si avvicina ed inconsapevolmente incominciamo a perdere alcuni componenti della squadra. Anche le crisi si susseguono, ma la nostra fortuna é che quando io sono in difficoltá Pietro sprizza energia e viceversa.
Al km 54 ci supera con facilitá Lorena senza dirci un grazie per il sostegno avuto per la decina di km precedenti. Poi Renato prova a superarci.
No, questo no! Vaffa..lo corri vecchia pip..cia, non facciamoci raggiungere str...zo!
Via a testa bassa, solo guardando le strisce dell'asfalto.
All'ultimo km é presente la salita che ci porta da lungo lago all'arrivo posto nel centro di Castiglione del Lago. Io entro in crisi, Pietro prende in mano la situazione, mi sprona a parlare sapendo che quando non parlo rischio di fermarmi. Poi vediamo la Porta Senese e la energie ritornano. La via di Castiglione del Lago che porta all'arrivo é piena di gente ed io, un pó per farmi spazio ed un pó per farmi vedere, grido "Pista!!!" come sui campi da sci. A 100 metri dal traguardo Pietro ed io ci prendiamo per mano e lo tagliamo come due fidanzatini. In 7 ore 10 minuti abbiamo concluso la nostra gara ma abbiamo soprattutto consolidato il nostro spirito di amicizia e di squadra.
P.S.: gli altri corridori del trenino sono tutti giunti al traguardo, il nostro lavoro di incitamento, anche se "sporco", ha avuto i suoi frutti.


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